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Parassiti intestinali, sono davvero invisibili? Sintomi e prevenzione

Tempo di lettura 2 minuti

A cura del Medico Veterinario
Dr. Giuseppe Faranda
@drbepsvet

Vi siete chiesti perché li chiamiamo “nemici invisibili”? Eppure i parassiti intestinali, gli elminti, in particolare nelle loro forme adulte, sono visibili eccome!

Furbi ed astuti, tuttavia, i vermi intestinali restano al calduccio all’interno del corpo del nostro cane o del nostro gatto dove trovano riparo, cibo e condizioni favorevoli al loro ciclo vitale. Questo è proprio uno dei primi motivi per cui li definiamo “invisibili”.
Un altro motivo per cui i nemici di cui parliamo vengono definiti invisibili è che eliminano delle uova microscopiche che possono essere viste solo al microscopio ottico. Esclusivamente con un esame copromicroscopico (esame delle feci per affioramento), infatti, il veterinario potrà ricercare le uova che segnalano la conseguente presenza di adulti a livello gastro enterico.

Ma andiamo a vedere più nel dettaglio quali sono i parassiti intestinali e come distinguerli, visivamente o individuandoli tramite determinati sintomi.

Gli ascaridi

I vermi intestinali si palesano ai nostri occhi, in tutto il loro aspetto “disgustoso”, solo quando vengono eliminati dal soggetto ospitante, per esempio tramite le feci, in seguito ad una terapia vermifuga o per eccesso di adulti all’interno del loro corpo del nostro pet.

Non è così raro vedere gattini o cuccioli di cane defedati (spesso randagi o non tanto fortunati ad avere un proprietario che presti loro le prime amorevoli cure) eliminare dal sederino lunghi vermi che sembrano spaghetti. Questi oblunghi parassiti si chiamano ascaridi e sono tra i vermi più comuni nei nostri amici a quattro zampe.

Le tenie

Segno inequivocabile dell’esistenza delle tenie, invece, è la presenza delle famose proglottidi che possiamo scorgere all’interno delle feci dei nostri cani e gatti o sul loro pelo, nella zona perianale, causando spesso quel prurito insistente che costringe i nostri amici cani a strofinarsi il sedere per terra.

Se avete avuto l’occasione (e, speriamo, il piacere) di leggere la guida sui parassiti intestinali che ho scritto per voi, il termine proglottide non dovrebbe esservi nuovo. La proglottide è la porzione terminale della lunga tenia che si distacca e, piena di uova, viene eliminata nell’ambiente esterno per favorire il perpetuare del ciclo vitale del parassita. Le proglottidi, a differenza degli “spaghettosi” ascaridi, sembrano dei chicchi di riso, una volta secchi e senza vitalità, ma, appena espulsi è possibile vederli muovere guadagnando terreno con lo stesso movimento propulsorio caratteristico dei bruchi.

Giardia e coccidi

Giardia e coccidi, invece, sono parassiti invisibili in tutto e per tutto! Si tratta di due protozoi in grado di creare serie problematiche gastro enteriche e infestare intere cucciolate. Sono organismi unicellulari, invisibili ad occhio nudo.

La giardia vince su tutti, secondo il mio modesto parere.

La sua eliminazione è saltuaria e il protozoo stesso e le sue uova sono difficili da ritrovare. La sua invisibilità può essere smascherata grazie all’ausilio di test rapidi su materiale fecale che ci permettono di sapere se il soggetto risulti positivo, o meno, alla presenza del parassita.

Perché è così difficile individuare i sintomi delle parassitosi intestinali?

La sintomatologia generata dalle parassitosi intestinali è spesso aspecifica.

La diarrea, il vomito, l’inappetenza, la stanchezza ed il ritardo di accrescimento (in particolare nei cuccioli), possono essere ascrivibili anche ad altri fenomeni. L’alimentazione, per esempio, una patologia virale, un disordine gastro enterico primario… possono generare gli stessi segni clinici.

Sempre e solo grazie al confronto con il vostro veterinario e alla ricerca delle parassitosi intestinali, possiamo avere la certezza della loro presenza.

Perché è importante prestare molta attenzione tra adulti e cuccioli

C’è molta differenza, ad esempio, tra cani e gatti adulti e i loro rispettivi cuccioli.
Soggetti adulti ed in buono stato di salute possono contrarre parassitosi intestinali non manifestando alcuna sintomatologia o manifestandola in forma lieve e cronica. Il loro sistema immunitario riesce, in effetti, a gestire basse cariche parassitarie contribuendo all’invisibilità di questi nemici.

Però per i cuccioli è diverso, molto diverso. Perché ci tengo a precisarlo? Perché, sebbene vi abbia detto che le parassitosi possono essere certificate solo con la presenza di uova o parassiti adulti o test positivi, quando un cucciolo ha determinati sintomi, è ovvio pensare ai vermi intestinali come causa primaria.

Pensereste mai, di primo acchito, su un cane adulto con feci poco consistenti e appetito capriccioso, ad un’infestazione di parassiti? Per non parlare, ovviamente, di tutti coloro che non mostrano alcun sintomo ma sono inconsapevolmente infestati?

Ve lo dico io: i parassiti intestinali non sono di certo la prima ipotesi da verificare! Ecco perché sono ancora più invisibili in questa categoria di soggetti!

L’arma per contrastare i vermi intestinali è… la prevenzione!

Quale arma abbiamo a disposizione dunque per combattere sempre contro questi “fantasmi”?

La risposta è molto semplice: la prevenzione! Seguire i consigli delle linee ESCAPP e del veterinario curante può aiutarvi a prevenire l’infestazione del vostro gatto e del vostro cane. Ci sono infatti delle semplici regole, ma molto efficaci, che permettono di evitare le infestazioni parassitarie prima ancora che queste si manifestano, come per esempio:

  • Trattamenti periodici contro parassiti intestinali
  • Utilizzo di antiparassitari contro parassiti esterni
  • Buone norme igieniche casalinghe
  • Una corretta alimentazione
  • Individuare i luoghi potenzialmente a rischio infezione
  • Raccogliere sempre le feci dei cani

Prendetevi cura di loro, sempre… anche quando questo significa lottare contro degli avversari che restano nascosti!

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