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Filaria del cane: cosa devi sapere sul verme portato dalle zanzare

Tempo di lettura 7 minuti
A cura del Medico Veterinario
Dr. Giuseppe Faranda
@drbepsvet

Sapevate che esistono vermi diversi dai parassiti intestinali, che possono infestare i nostri amati amici a quattro zampe e che possono provare diverse malattie? Stiamo parlando della Filariosi cardio-polmonare nel cane e della Strongilosi polmonare nel gatto (che tratteremo in un altro articolo).

Iniziamo a parlare della prima, la filariosi del cane. E’ una malattia, presente principalmente in Italia e in Spagna, causata dalla filaria (dirofilaria immitis), un verme così chiamato per la sua forma allungata e molto sottile, che ricorda appunto un filo, uno spago. Vi assicuro che leggendo questo articolo, vi accorgerete di quanto siano astuti questi parassiti e quanto sia formidabile la natura per trovare la quadra perfetta affinché, anche loro, possano espletare il loro ciclo vitale (sebbene a spese dei nostri cani).

CHE COSA È LA FILARIOSI

Tutto inizia con una zanzara.

La sua puntura, oltre ad essere tremendamente fastidiosa, può permettere il passaggio di sangue, contenente il parassita in questione: la filaria entra così all’interno del corpo dei nostri cani e (più raramente) dei nostri gatti.

Inizio a raccontarvi il loro ciclo in modo che possiate conoscere a fondo questo verme cardio-polmonare. Le filarie possono arrivare a misurare fino a 30 cm (le femmine); si annidano, una volta adulte, a livello della parte destra del cuore e dei tronchi polmonari dei nostri cani, i principali vasi cardiaci che portano il sangue nei polmoni, per la sua ossigenazione.

Le femmine, dopo l’accoppiamento, non depongono le uova, ma fanno nascere delle microfilarie (microscopici vermi), che vengono immesse nel torrente circolatorio. Proprio da loro parte il ciclo parassitario che interessa le zanzare e i soggetti che verranno poi infestati ex novo.

COME SI TRASMETTE LA FILARIOSI?

Trasmissione indiretta o vettoriale (via zanzara)

Le filarie sono parassiti che necessitano del passaggio obbligato nel loro vettore (la zanzara), affinché possano maturare ed esplicare la loro azione patogena sull’ospite definitivo (cane o gatto). L’insetto ematofago, cioè la zanzara, nutrendosi su un cane che presenta già questo parassita, assume, col pasto di sangue, le microfilarie. Quest’ultime, all’interno del corpo della zanzara, a determinate condizioni di temperatura (16 gradi centigradi), quelle tipiche della primavera inoltrata, maturano in circa un mesetto.

Una volta pronte ad infestare un nuovo soggetto, verranno letteralmente “rigurgitate” nel corpo dell’ospite definitivo durante il morso della fastidiosa zanzara.

Iniettate nella cute, le larve migreranno fino ad arrivare ai capillari sottocutanei, che le immetteranno nel grande circolo sanguigno. Saranno necessari circa 6 mesi, affinché possano crescere e trasformarsi in filarie adulte, che si localizzeranno nelle sedi cardio polmonari.

LE CONSEGUENZE DELLA FILARIOSI

Ora, cerchiamo di capire quali siano le problematiche causate dalla filariosi.

Le filarie adulte espletano un’azione di tipo privativa, in quanto si nutrono di plasma sanguigno, ma creano, soprattutto, problemi legati alla loro presenza in sede cardiaca.

Il loro accumulo costituisce un grave ostacolo al normale funzionamento del cuore, alla sua fisiologica emodinamica. Immaginate quanto una matassa di vermi bianco lucenti, in una delle camere cardiache, possa rallentare il flusso sanguigno.

La loro localizzazione costituisce una resistenza vera e propria al passaggio di sangue, obbligando il muscolo cardiaco a compensare la difficoltà riscontrata nello svolgere il suo lavoro. In questo modo si avrà un ingrossamento del cuore destro che diventa ipertrofico e che, in seguito, porterà a una vera e propria insufficienza cardiaca perché tenderà a dilatarsi. Clinicamente, il veterinario potrà sentire un soffio cardiaco e i classici sintomi di una patologia cardiaca.

Provo ad elencarvi, in maniera non troppo specifica e il più comprensibile possibile, quali siano i possibili quadri clinici che possono verificarsi:

SINDROME CARDIO POLMONARE.

Il cane inizierà a manifestare difficoltà respiratorie, riluttanza al movimento, tosse ed eventualmente anche con sangue (emottisi)

SINDROME DELL’INSUFFICIENZA CARDIACA.

Oltre a quanto elencato prima, inizieranno a formarsi dei versamenti toracici e addominali (l’addome del cane inizia ad assumere una forma a “botte”), dimagrimento e astenia. Reni e fegato sono sempre più affaticati fino a cedere.

SINDROME DELLA VENA CAVA.

E’ una forma acuta a causa della formazione di un vero e proprio tappo che ostacola il flusso sanguigno. Spesso, in questo caso, è necessario un vero e proprio intervento chirurgico per estrarre il gomitolo di vermi e ristabilire il corretto circolo.

I problemi di salute che riguardano cuore e polmoni sono sempre gravi. Il loro aggravamento dipende sempre dalle condizioni di salute del soggetto, dal numero di filarie presenti e dalla cronicità del problema.

Detto questo, esistono anche casi di Filariosi cardio polmonare asintomatici, nei quali viene riscontrata la positività alla patologia con test di screening che si effettuano tranquillamente in ambulatorio, tramite l’utilizzo di test rapidi (tipo Elisa) o al microscopio su campioni di sangue.

Le filarie adulte, oltre a tutte queste problematiche dovute alla loro azione meccanica, causano anche gravi problemi infiammatori. Nuotando all’interno del cuore esplicano un’azione di frusta contro le pareti cardiache e dei vasi infiammandole e creando danni tissutali.

È POSSIBILE FARE PREVENZIONE PER LA FILARIA?

Sì, certo. Proprio per l’entità della problematica è fondamentale e, aggiungerei, di vitale importanza, ricorrere ad una completa e corretta prevenzione. Su che fronte possiamo proteggere i nostri cani?

ANTIPARASSITARI REPELLENTI (COLLARI, SPOT ON, SPRAY).

In primis dovremmo evitare che le zanzare possano nutrirsi su di loro. Per fare questo è necessario ricorrere ad un’attenta e accurata terapia repellente. Soluzioni spot on, spray o collari impediscono agli insetti di pungerli. A questo scopo esistono anche dei prodotti naturali che sembrano agire come repellenti per gli insetti volanti. Queste ultime soluzioni non sono, comunque, dei farmaci, e permangono meno a lungo sulla pelle dei nostri cani richiedendo una somministrazione più frequente.

PROFILASSI ANTI-FILARIA IN COMPRESSE O INIETTABILE.

Ahimè, la solo repellenza, però, non è sufficiente! Per farvi capire il perché sia necessario ricorrere anche ad una terapia microfilaricida, proverò ad usare lo stesso esempio che riporto ai miei clienti. In primavera iniziano i picnic per tutti noi e, in stagione di zanzare, ricorriamo all’utilizzo di spray anti-puntura.

Confermate? Ecco, ora alzi la mano chi di voi rimane illeso da questi fastidiosi “succhiasangue”. Impossibile! La zanzara che ti punge sulla caviglia, o dietro il collo, o attraverso la t-shirt… c’è sempre (maledetta!).

I repellenti non sono infallibili e proprio per questo, nel caso in cui una zanzara riesca a trovare il modo di nutrirsi sul nostro cane, bisogna evitare che le potenziali microfilarie iniettate possano diventare adulte e scatenare la malattia.

Attraverso la somministrazione mensile di compresse (tendenzialmente da maggio a novembre) o l’iniezione sottocutanea (in un’unica somministrazione) di un prodotto a rilascio prolungato, garantiremo al nostro cane la presenza costante di una molecola che possa “uccidere” le microfilarie in circolo durante la loro fase di migrazione e maturazione. Le due terapie sono, dunque, imprescindibili per la buona riuscita del nostro intento.

Sui soggetti soggetti già affetti da filariosi ha senso applicare dei repellenti?

Assolutamente sì! Sono proprio loro a fungere da serbatoi per garantire una fonte inesauribile di microfilarie per le zanzare. Vengono, in effetti, chiamati RESERVOIR. Soggetti malati, inoltre, dovranno ricorrere ad una terapia medica adulticida difficile da affrontare e non di certo esente da complicazioni.

E I GATTI?

Non mi dilungo su altri aspetti medici (ce ne sarebbero ancora molti da snocciolare). Mi sembra di avervi fornito le informazioni più importanti e soprattutto utili alla comprensione della patologia.

In questo articolo è stata trattata la filariosi solo per i cani, ma i gatti? È più raro che la patologia interessi i nostri felini, ma sembra essere emergente in quest’ultimo periodo. Una buona protezione, anche per loro, li mette sicuramente al riparo.

Mi raccomando, non utilizzare mai di repellenti per cani sui nostri gatti… rischiamo d’intossicarli mortalmente. Nel caso in cui voleste dar loro un prodotto efficace (sovente spot on), parlatene col vostro medico veterinario.

Ultimo, ma non per importanza, la filariosi è una zoonosi minore di cui l’uomo è un ospite accidentale, ma non sono riportate gravi complicazioni.

Arrivederci al prossimo articolo.

drontal